Brani da La Ninna nanna de la guerra - Trilussa - 1914
- per un Dio che nun se vede,/ma che serve da riparo/ar Sovrano macellaro./Ché quer covo d'assassini/che c'insanguina la terra/sa benone che la guerra/è un gran giro de quatrini/che prepara le risorse/pe' li ladri de le Borse.
giovedì 25 giugno 2009
Non mi fido della protezione civile
Giuliani - L'uomo che ci ha salvati from Claudio Messora on Vimeo.
martedì 9 giugno 2009
"Mica lo dico in onda", "Non penserai mica che lo diciamo"
domenica 21 dicembre 2008
Gianfranco Fini al 12 Maggio 2007, e ciò che ne segue
Una volta, nella rubrica l'Arena della trasmissione televisiva di RaiUno Domenica In, sentii Klaus Davi dire che fra i politici c'è l'accordo di non attaccarsi sulla vita privata. Ed è forse questo il motivo per cui non si è parlato abbastanza della situazione relazionale di Gianfranco Fini in data 12 Maggio 2007, giorno nel quale andò al Family Day a fare il difensore della famiglia. Ma non è un motivo sufficiente, perchè il vero tema in questione è la concordanza tra ciò che si dice e ciò che si fa, tema strettamente politico sul quale nessuno può invocare la non attaccabilità.
Ne parlò l'Unità in un Articolo di Anna Tarquini a pag. 6 dell'edizione dell'11 Novembre 2007, che chiunque può trovare nell'archivio del sito de l'Unità:
http://archivio.unita.it/v2/gol/viewer.asp?Pag=6&G=10&M=11&A=2007&foliazione=28&startpag=0&sezione=nul
L'articolo così recitava:
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È stata concepita otto mesi fa e dopo
due mesi dal concepimento papà
Fini era lì, in piazza accanto a
Casini e Berlusconi e al popolo della
destra sceso in piazza per difendere
la famiglia dai rossi e dai Dico.
Ancora sposato e fidanzato in segreto.
«Per solidarietà - disse - . Perché non tutti
credono nella centralità
della famiglia...». La figlia di
Gianfranco Fini e Elisabetta Tulliani,
la fidanzata che è uscita allo scoperto
nascerà in dicembre. E il ricordo
del family day non è per farsi
troppo gli affari loro, ma tanto
così, permettere insieme il privato
col politico e mettere insieme due
date, due dichiarazioni in fila, due
ricordi.
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Ne parlò anche Maurizio Crozza nella sua copertina della puntata del 13 Novembre 2007 del programma di RaiTre Ballarò (minuto 4:20):
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Ballaro%5E17%5E42208,00.html
Mettendo in fila, appunto, le date, emerge che:
1 - Fini il 12 Maggio 2007 andò al Family Day a fare il difensore della famiglia, e i quotidiani ne diedero ampie cronache.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/05_Maggio/12/family_day_corteo.shtml
http://news.kataweb.it/item/307866/family-day-fini-prodi-si-faccia-capire
2 - circa un mese dopo, alla metà di Giugno, il suo avvocato Pina Bongiorno diramò un comunicato stampa nel quale rendeva noto che i coniugi Fini avevano deciso di avviare le pratiche per la separazione. Anche in questo caso i quotidiani ne diedero ampie cronache:
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/persone/fini-divorzio/fini-divorzio/fini-divorzio.html
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/16/fini_divorzio.shtml
3 - Nel mese di Novembre del 2007 si diffuse la notiza che Elisabetta Tulliani fosse incinta all'ottavo mese di Gianfranco Fini, e quindi che la figlia, poi nata in Dicembre, fosse stata concepita in Marzo. Anche in questo caso ampie cronache sui quotidiani:
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/persone/parla-tulliani/parla-tulliani/parla-tulliani.html
http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo387256.shtml
Ora, visto che l'atto di separazione è privato, non lo si può consultare presso i tribunali da parte di terzi non coinvolti nella vicenda e quindi non ne possiamo conoscere la data precisa, a meno di non chiederla agli interessati, ammesso che risponderebbero, le ipotesi sono due:
1 - o, come sembra ragionevole credere, e come dato per assodato anche da Anna Tarquini in quell'articolo, e come sembrano dare per scontato anche i giornali che dettero cronaca del comunicato stampa dell'Avv. Bongiorno, la data di separazione dei coniugi Fini è quella dell'annuncio del loro avvocato, cioè la metà di Giugno, ed allora Fini, per almeno 3 mesi, Marzo-Giugno 2007, ha avuto sia la moglie che l'amante, e proprio in quel periodo, il 12 Maggio, è andato a fare il difensore della famiglia al Family Day, tenendo nascosta ai manifestanti la sua condizione relazionale; oppure
2 - la data di separazione è precedente al 12 Maggio del 2007, e allora Fini è andato al Family Day a fare il difensore della famiglia da fresco separato, e l'ha tenuto nascosto ai manifestanti del Family Day fino a dopo il 12 Maggio, forse per evitare che lo contestassero.
venerdì 29 agosto 2008
Milizia volontaria, un insulto all'intelligenza
La milizia volontaria, istituita in Italia alla fine degli anni '90, è una cosa per me inconcepibile: è perversamente classista, perchè si presta ai giochetti dei lobbisti. E' ovvio che si arruola chi cerca un salario (il soldus, da cui soldato), cioè la povera gente. E se va al governo qualcuno che fa gli interessi di altri ceti e soprattutto di altre cerchie di persone, non si farà nessuno scrupolo a mandare a morire la povera gente per gli interessi dei ricchi lobbisti che vuole favorire. Esempio tipico di questi anni, la guerra all'Iraq. Fatta da Bush per motivi assolutamente inconfessabili, quali gli interessi dei suoi amici lobbisti che volevano mettere le mani sulle materie prime dell'Iraq, ed infatti spacciata per motivi diversi poi rivelatisi tutti fasulli, e mandando a morire la povera gente, della quale evidentemente non gli importa nulla. Se lo stato è di tutti, allora devono difenderlo tutti, non solo la povera gente in cerca di salario.
mercoledì 30 aprile 2008
USA faro di civiltà, solo per chi non conosce la storia
Analizziamo dunque, in ordine cronologico, i 5 argomenti:
Alcuni stati degli USA penalizzarono lo schiavismo già a partire dal 1777, ma a livello federale la sanzione di illeggittimità arrivò solo nel 1865, ed in modo tutt'altro che pacifico, in seguito cioè ad una sanguinosissima guerra civile combattuta proprio sul tema della penalizzazione dello schiavismo, causata dalla dichiarazione di secessione di 11 stati apertamente schiavisti. In quella data, in gran parte dell'Europa e del sud e centro America lo schiavismo era invece già stato penalizzato, e per lo più in modo pacifico. Riguardo agli altri paesi americani, per brevità rimando alla pagina di Wikipedia relativa alla voce schiavismo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Schiavismo
La pagina contiene anche uno schemetto riassuntivo. La situazione è questa: Haiti penalizzò lo schiavismo nel 1791, il Canada nel 1803, l'Argentina nel 1813, il Cile nel 1823, Messico e Barbados nel 1829, la Giamaica nel 1838, il Perù nel 1851, la Colombia nel 1853 e il Venezuela nel 1854. Per quanto riguarda invece gli stati europei, basti pensare che la Francia rivoluzionaria bandì la schiavitù una prima volta nel 1791 (ma successivamente revocò l’abolizione e la abolì di nuovo e definitivamente nel 1815), la Danimarca nel 1792, la Gran Bretagna nel 1807, l’Olanda nel 1814, la Svezia nel 1815, e il Portogallo nel 1830.
venerdì 25 aprile 2008
Afghanistan e Iraq, mai stato peace keeping
Una delle più brutte e subdole favolette per bambini che sono circolate nella politica italiana di questi ultimi disgraziatissimi 6 o 7 anni, è quella secondo la quale il motivo dell'invio dei militari italiani in Iraq e Afghanistan sia stato quello di fare peace keeping. Chi la sostiene si fa scudo, almeno per il caso dell'Iraq, delle parole dell'ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, secondo il quale le truppe italiane sono state mandate in Iraq a guerra finita e quindi in missione di pace. (http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/esteri/iraq75/guefini/guefini.html)
Sulla buona fede di Ciampi non ho nessun dubbio, e ritengo le sue parole frutto solo di un pò di dabbenaggine. Per capire perchè, spieghiamo cosa è il peace keeping: non è ogni generica interposizione tra due o più fazioni in guerra, ma è invece il tentativo di impedire che una delle fazioni in guerra sopraffaccia l'altra o le altre. Ciò può avvenire o interponendosi al confine tra due o più stati in guerra, al fine di impedire che uno di essi sopraffaccia territorialmente l'altro (o gli altri), come hanno fatto le truppe italiane ponendosi al confine tra Israele e Libano; oppure interponendosi tra due o più fazioni interne ad uno stesso stato, dove non ci sia una precisa delimitazione territoriale (è ad esempio il caso dell'opera svolta dai militari italiani nei Balcani). Interporsi invece tra occupanti ed occupati, cioè tra una forza di occupazione e chi cerca di fare resistenza all'occupazione (sì, anche resistenza, e non solo terrorismo, perché sia in Afganistan che in Iraq coesistono entrambi i fenomeni, ma questo sarà oggetto di una tattazione a parte), come hanno fatto le truppe italiane sia in Iraq che in Afghanistan, non è e non può mai essere peace keeping, per il semplice motivo che farlo significa contribuire a stabilizzare le forze di occupazione e a sedare la resistenza, cioè contribuire all'occupazione. Se poi a ciò si aggiunge che le truppe italiane in entrambi i teatri di guerra sono sempre state al comando delle forze belligeranti anglo-americane, ecco che il quadro è completo. Le truppe italiane in Afghanistan e Iraq sono state mandate in guerra, su questo non c'è dubbio. Ma se lo si spiegasse chiaramente ai cittadini, verrebbe meno ogni possibilità di ottenere consenso popolare a queste missioni (di guerra). Donde, la necessità di raccontare la favoletta del peace keeping, di allestire anche questo fondale del Truman Show.